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Dal Corriere online del primo maggio 2010
dopo i colloqui con i vescovi incaricati della «visita apostolica»
Il Vaticano: «Gravi delitti da parte
del fondatore dei Legionari di Cristo»
Padre Marcial Maciel Degollado e le accuse di pedofilia: «Testimonianze incontrovertibili, vita priva di scrupoli»
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Il Vaticano: «Gravi delitti da parte
del fondatore dei Legionari di Cristo»
Padre Marcial Maciel Degollado e le accuse di pedofilia: «Testimonianze incontrovertibili, vita priva di scrupoli»
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| Marcial Maciel Degollado (Epa) |
CITTÀ DEL VATICANO – Una vita priva di scrupoli. È una durissima presa di posizione quella della Santa Sede contro il sacerdote messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo morto nel 2008 e accusato di numerosi abusi sessuali, anche su minorenni. «I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano talora in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso» si legge nella nota diffusa dal Vaticano dopo le riunioni con i cinque vescovi incaricati della “visita apostolica” ai legionari di Cristo. La condotta di padre Degollado, viene detto, «ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione».
INATTACCABILE - «Di tale vita – prosegue la Santa Sede – era all’oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di relazioni costruito da padre Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico». Marcial Maciel Degollado (1920-2008) aveva una doppia vita, con almeno due mogli e tre figli. «Non di rado – si legge nel comunicato – un lamentevole discredito e allontanamento di quanti dubitavano del suo retto comportamento, nonché l’errata convinzione di non voler nuocere al bene che la Legione stava compiendo, avevano creato attorno a lui un meccanismo di difesa che lo ha reso per molto tempo inattaccabile, rendendo di conseguenza assai difficile la conoscenza della sua vera vita». «Lo zelo sincero della maggioranza dei Legionari, emerso anche nelle visite alle case della Congregazione e a molte loro opere, non da pochi assai apprezzate, ha portato molti in passato a ritenere che le accuse, via via divenute più insistenti e lanciate qua e là, non potessero essere che calunnie» ed è per questo che «la scoperta e la conoscenza della verità circa il fondatore ha provocato, nei membri della Legione, sorpresa, sconcerto e profondo dolore, distintamente evidenziati dai Visitatori (i vescovi incaricati dell’inchiesta, ndr)».
SISTEMA DI POTERE - Benedetto XVI ha assicurato pensiero e preghiera a quanti sono stati «vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere» messo in atto da Degollado. Il Santo Padre – spiega il Vaticano – «intende rassicurare tutti i legionari e i membri del movimento Regnum Christi che non saranno lasciati soli: la Chiesa ha la ferma volontà di accompagnarli e di aiutarli nel cammino di purificazione che li attende. Esso comporterà anche un confronto sincero con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore: ad essi – prosegue la nota – va in questo momento il pensiero e la preghiera del Santo Padre, insieme alla gratitudine per quanti di loro, pur in mezzo a grandi difficoltà, hanno avuto il coraggio e la costanza di esigere la verità».
INDAGINE DURATA MESI - I cinque visitatori apostolici che hanno condotto dal 15 luglio 2009 fino alla metà del marzo scorso un’accurata indagine sulla Congregazione nei cinque continenti: al termine hanno avuto un lungo colloquio con il segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, quindi si sono intrattenuti brevemente anche con Benedetto XVI. Nei giorni scorsi è circolata la voce di un possibile commissariamento dei Legionari di Cristo: la decisione della Santa Sede è attesa in tempi abbastanza brevi. Il Vaticano indaga anche sull’enorme patrimonio finanziario dei Legionari e sulle regole interne che prevedevano una sudditanza assoluta ai superiori e una sorta di culto del fondatore. Questi ultimi elementi sono entrati da tempo in discussione e anche all’interno della congregazione religiosa è in corso un aspro dibattito su quanto avvenuto in passato e su quale dovrà essere il profilo dei Legionari di Cristo in futuro. La congregazione controlla inoltre istituti formativi e università in molte città del mondo. I cinque visitatori apostolici che hanno condotto l’indagine sono monsignor Ricardo Watty Urquidi, vescovo di Tepic (Messico); monsignor Charles Joseph Chaput, arcivescovo di Denver (Stati Uniti); monsignor Giuseppe Versaldi, vescovo di Alessandria; monsignor Ricardo Ezzati Andrello, arcivescovo di Concepcion (Cile); monsignor Ricardo Blazquez Perez, vescovo di Bilbao (Spagna).
Orgasmiamoci!!
Inquinamento acustico: frantumato il limite estivo della Baia di Iéranto
MASSA LUBRENSE
Inquinamento acustico: frantumato il limite estivo della Baia di Iéranto
(in “Agorà” 7 agosto 2007, p. 5)
Ese lunar que tienes, / Cielito lindo, junto a la boca, / No se lo des a nadie, / Cielito lindo que a mi me toca / [...] / ¡Ay, ay, ay, ay! / Canta y no llores, / Porque cantando se alegran, / Cielito lindo, los corazones…
Messico, Cielito lindo, canción tradicional
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I |
‘Legionari di Cristo’* vidi scendere a Iéranto, la prima volta, dallo scosceso dei Crapari – quello delle omonime grotte – ruzzolando e cantando, di pietra in pietra, colla grazia della lucertola sorpresa, in aprico anfratto, sulle murecine della controra… Allora traversavano gli oliveti terrazzati, poi il sentiero della sciuscella, quindi la scesa dei candelabri d’agavi per seguitare giù giù sino alla Mortella; tant’è che dalla “nostra” spiaggia manco li sentivi (urlare e mixare le storiche hits italo-ispaniche): benissimo! Insomma, i cosiddetti ‘Padri Messicani’ s’agitavano lì come le pavoncelle in riserva che – ancora si vede – si spostano a stormi per atterrare, due mesi l’anno, quali pittoreschi bipedi bicromatici, lì dove Monte San Costanzo affonda il piè sassoso nelle « acque di Pesto ». Ma il Tempo, a volte, muta i desideri sicché, spossati a dovere dall’annoso e solingo solatìo di Mortella**, finalmente realizzarono conveniente ascendere dallo sgarrupo venereo per declinare, e restarci!, alla Baia dei dèmoni meridiani. Eccoli allora a Iéranto, i ludici religiosi omologati: da qualche tempo con noi, sulla piattaforma spolverata di brezza, sbarazzini vispi e gravi come le pietre passate, non senza rumore, dalla cava locale alla chiatta per Bagnoli…*** Gare di tuffi e rimbalzi circensi, grugniti tribali e liquidi caroselli, dispute salse e girandole di palle… hai voglia se girano! E il giorno passa così, con gli uni e gli altri a gonfiar volumi immaginari ma tastabili che, in pratica, pur prendono gran parte dell’estate. Che trascorre in un’altalena di schiamazzi da far arrossire l’antico genius loci, da anni ormai riparato, a luglio ed agosto, forse nell’intima spelonca di Mangalà – chi può dirlo? – se non ancora più su, stipato e costretto nella ’Rotta d’ ’o Castiello (non chiamatela delle Noglie!) a scansare, buon per Lui, l’illusorio « Buongiorno! » col quale lo sportivo ‘legionario’ puntualmente t’interrompe, di lì a breve, il sacrosanto SILENTIVM di Iéranto… ****
Note
* L’epifania dei ‘Legionari’ in Italia si fa concordemente risalire alla metà del ’900: è infatti nell’Anno Santo, il 1950, che gli epigoni di P. Marcial Maciel, fondando il Collegio Mayor in via Aurelia, si stabilirono per la prima volta a Roma. La venuta dei Padri in territorio lubrense, in particolare, avverrà solo 15 anni oltre: i religiosi villeggeranno prima all’Annunziata (ca. 8 anni), poi a Monticchio, indi a Termini – a partire dalla fine degli anni Ottanta. Sempre distinguendosi per le lunghe marce di discesa a mare o d’ascesa in pellegrinaggio (talvolta fino a Faito).
La presenza stagionale dei ‘Padri Messicani’ nell’estremo casale di Massa, crescente di anno in anno, è coerentemente testimoniata dagli edifici di loro proprietà che dalla collina di Roncato, senza soluzione di continuità, si srotolano sino alla sommità del vallone di Mitigliano ove, col solito piglio, s’aprono in quel bigio ventaglio di calcestruzzo comunemente detto ‘anfiteatro’.
** Il fitotoponimo è vezzeggiativo di mòrta, il Myrtus communis così eternato dal Mago delle Bucoliche: « …gratissima… / formosae myrtus Veneri ».
*** Lo sfregio al promontorio calcareo di Penna fu assicurato dall’estrazione di pietre avvenuta, ahinoi, dal 1895 al 1954.
**** Lungi dal far di tutta l’erba un fascio, ammettiamo pure la (rassicurante) presenza di seminaristi pacati, introspettivi e giustamente… ieratici. Con essi, e con Lucrezio, ci par di dover rammentare che « È dolce, quando i venti sconvolgono le distese del vasto mare, guardare da terra il grande travaglio di altri; non perché l’altrui tormento procuri giocondo diletto, bensì perché t’allieta vedere da quali affanni sei immune » (De rerum natura, II, 1-5).
Gaspare Adinolfi

