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“Festa della Cicala 2009″ – I^ edizione

rave cicalesco nella baia di ieranto.
Lunedì 29 giugno 2009, nella baia di ieranto, dalle ore 15:00 fino a notte inoltrata ci saranno i festeggiamenti della “FESTA DELLE CICALE 2009”. Chiunque di voi è invitato e potrà “carriare” tutto ciò che occorre per rendere questa festa mangereccia e ballereccia. Organizzatevi quindi fra di voi e portate cose buone dalle vostre case, ma soprattutto musica musica musica, renderemo quella notte MAGICA.
N.B.: Poichè sarebbe interessante arrostire qualcosa portate griglie e “graunelle”, e poi grammofoni, mangiadischi, mangianastri, ipod, telefonini, tutto ciò che occorre a dare delle note magiche a questa notte delle cicale, e poi tanto rispetto per la natura.
un grazie a tutte le cicale e agli altri insetti della baia che hanno collaborato e fatto sì che questo evento fosse realizzato: cri cri cri.
Escursione Ulyxes – Furore e il suo fiordo
Escursione Ulyxes – Furore e il suo fiordo
E’ una profonda diaclasi della costa fra Conca dei Marini e Praiano. “Vedrai da un lato discoscese rupi sopra l’onde pendenti”, potremmo dire con Omero (Odissea, X
II) per definire questo splendido orrido.
Vi si accede, fra sensazioni uniche, in barca dal mare, passando sotto un pittoresco quanto elegante ponte, sul quale corre la strada statale, oppure a piedi, attraverso una suggestiva scalinatella.
Stupendo è il villaggio dei pescatori, recentemente restaurato, incastonato nel fianco della montagna.
Meraviglioso il vallone interno, pressocchè intatto nella sua verdeggiante e preziosa vegetazione, che nasconde antiche cartiere, mulini, canali e grotte preistoriche, tra cui visitabile, quella delle “monache”, insediamento cenobitico ubicato sotto il costone di punta tavola.
Qui nidificano gli ultimi esemplari di falco pellegrino: un rapace che si trova fra l’asprezza di questa gola il suo habitat ideale.
E qui sopravvive, imprevedibile e preziosa, la felce termofila Woodwardia Radicans, splendido esemplare di flora relitta dell’era terziaria, grazie alle particolari condizioni climatiche che l’angusto e profondo vallone determina.
Un’escursione lungo i sentieri che stentano a segnare un percorso fra lecci e frassini è un esperienza irripetibile. Ma l’entroterra del Fiordo offre ancora qualche sorpresa. Prima fra tutte le “fabbriche” da vera e propria archeologia industriale. Opifici destinati alla produzione della carta e alla molitura del grano. Esempi di utilizzo dell’energia delle acque, insospettabili sul finire del settecento.
E’ appena il caso di aggiungere che l’impressione più immediata è quella di una realtà ferma, pietrificata, come avulsa dal tempo, dove l’unico segno di vita è dato dal folle volteggiare di pipistrelli e dalla voce inquietante di qualche solitaria civetta.