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Baia di Ieranto

La prima volta che sono sceso quaggiù ero piccolo, mi ci portavano i miei, ma nonostante l’acerba età è vivido ancora il ricordo di quei profumi che ancora oggi marcano il sentiero, è come se ci fosse un registratore di odori che ad ogni mio passaggio manda segnali di ricordi: mirto, rosmarino, ginestre, il tutto cosparso dalla terra salmastra alzata al nostro passaggio.

Il mare di uno smeraldo trasparente era una grande balia che ti abbracciava con quelle bianche onde spumose, ci donava conchiglie colorate e strani sassi levigati a dovere da quello scroscio interminabile che è la marea. Di ritorno dal mare, solo col costume (anche perché altrimenti inzuppavamo la maglietta di sudore nella salita dei gradini della vecchia cava), e ai piedi quei sandaletti rigorosamente blu con gli ”occhietti”, li ricordate!

Mia madre raccoglieva fascetti di calcatreppola azzurri e arbusti secchi per creare composizioni decorative in casa, mentre mio padre cercava di farmi assaggiare le “sciuscelle” (carrube): “dai che sono dolci, ti aiutano ad affrontare la salita e non fanno ingrassare!”.

Poi, il ritorno a casa, con la faccia tirata dal sole e dal sale, in autobus, quello con quei sediolini che sapevano di plastica e gasolio, che disgusto, ancora c’è l’ho sotto il naso, distrutti, ma con un’altra giornata indimenticabile da raccontare: quella vissuta nella baia di ieranto.

Baia di Ieranto

8 marzo 2009
09:00a17:00

La prima volta che sono sceso quaggiù ero piccolo, mi ci portavano i miei, ma nonostante l’acerba età è vivido ancora il ricordo di quei profumi che ancora oggi marcano il sentiero, è come se ci fosse un registratore di odori che ad ogni mio passaggio manda segnali di ricordi: mirto, rosmarino, ginestre, il tutto cosparso dalla terra salmastra alzata al nostro passaggio.

Il mare di uno smeraldo trasparente era una grande balia che ti abbracciava con quelle bianche onde spumose, ci donava conchiglie colorate e strani sassi levigati a dovere da quello scroscio interminabile che è la marea. Di ritorno dal mare, solo col costume (anche perché altrimenti inzuppavamo la maglietta di sudore nella salita dei gradini della vecchia cava), e ai piedi quei sandaletti rigorosamente blu con gli ”occhietti”, li ricordate!

Mia madre raccoglieva fascetti di calcatreppola azzurri e arbusti secchi per creare composizioni decorative in casa, mentre mio padre cercava di farmi assaggiare le “sciuscelle” (carrube): “dai che sono dolci, ti aiutano ad affrontare la salita e non fanno ingrassare!”.

Poi, il ritorno a casa, con la faccia tirata dal sole e dal sale, in autobus, quello con quei sediolini che sapevano di plastica e gasolio, che disgusto, ancora c’è l’ho sotto il naso, distrutti, ma con un’altra giornata indimenticabile da raccontare: quella vissuta nella baia di ieranto.

Baia by night

la baia al tramonto
ospiti notturni
la luna nella baia

Orgasmiamoci!!

i legionari e l\'orgasmatron...

Nuova svolta dei “legionari” nella baia di Ieranto :)

… l’orgasmatron (chi fa da se…)

A proposito di riqualificazione degli edifici della cava dismessa…

Spett.le Organico e Direttivo FAI (Fondo per l’ambiente Italiano)

Sorrento, 25 giugno 2008

OGGETTO: IERANTO (Massa Lubrense – Na). A proposito dell’intervento bollato delicato in termini di «adeguamento degli edifici della vecchia cava in centri di accoglienza e orientamento per i visitatori… ».

PREMESSO CHE

Il sottoscritto Gaspare Adinolfi legge, in girata dell’amico Salvatore Donnarumma, al quale, come ad altri sostenitori del Vs. Ente, è stata recapitata la recente ‘dichiarazione d’intenti’ (da cui ho stralciato in Oggetto), che per alcuni edifici relativi all’ormai dismessa cava operante presso la Baia di Iéranto (all’incirca: 1895 > 1954) sarebbe previsto, a cura del Ente no profit che rappresentate, « l’adeguamento degli edifici […] in centri di accoglienza e orientamento per i visitatori, con spazi per la formazione e l’aggiornamento sulla conservazione e riqualificazione dell’ambiente. » E finalmente, in calce, « Il costo dell’intervento è di 480.000 euro ».

SPECIFICATO CHE

Ivi glissando sull’unicità del bene storico (specie archeologico) e paesistico (meglio naturalistico), di quella regione lubrense – la Baia di Iéranto – che ancora rimane punta di diamante dell’intera Penisola di Sorrento, e facendomi richiesto portavoce del soprascritto S. D. (Vs. Aderente), nonché di quel numero non trascurabile di escursionisti che stagionalmente, ed a pacifico titolo di volontariato, contribuisce alla conoscenza1, alla tutela2 ed alla pulizia3, tra le altre, dell’area di Iéranto

[Ibidem]

Sulla spianata artificiale di roccia calcarea, in cui si andrebbero a fissare e sviluppare gl’intenti programmatici da Voi annunziati, insistono preziosi e variegati popolamenti di Orchidacee (tali vegetali son tutelati in Campania dalla Legge Regionale 40/’94), tra l’altro tema di studi e recenti pubblicazioni4, nonché delicate interazioni fra fauna di « macchia » e pregiati esemplari aviari (in primis, Falco pellegrino)

CHIEDE [ultra]

MettendoVi alla parte che il (per Noi) paventato intervento di « riqualificazione » dei già cit. edifici della vecchia cava “Italsider” si tradurrebbe, tra l’altro, in disturbo al delicato ecosistema locale, suggeriamo di destinare attenzioni e risorse ad altre urgenze della Baia stessa quali, e seguitiamo a consigliare:

  • la regolamentazione del traffico dei natanti che, sebbene prevista dalle disposizioni proprie dell’Area Marina Protetta “Punta Campanella”, per cui le acque di Iéranto ricadono in zona B, sovente sfugge ad un seppur simbolico controllo… è ozioso chiaramente ricordare che le vie del mare interagiscono, a vari livelli (non solo di biocenosi), con le vie di terra e, quindi, con le vie di Iéranto.
  • il ripristino dell’ormai perduta gradonata di collegamento fra il margine occidentale più basso dell’oliveto del Fondo e località Sprito (m 150 s.l.m.), giornalmente percorsa – magari in alternativa alla discesa per il punto accoglienza – da decine di entusiasti visitatori.
  • prevenzione e monitoraggio antincendio, in part. nel periodo estivo, onde scongiurare la dispersione del patrimonio arboreo, arbustivo ed erbaceo (impreziosito da alcuni endemismi) naturalmente suscettibile, come disgraziatamente si è verificato appena un anno fa, di cicliche azioni dolose.

Certo che questa nostra possa trovare il Vs. (ed altrui) consenso, e che ci teniate a Voi solidali nell’osservare

– come d’art. 2 del Vs. Statuto (< D. Lgs. 22.I.2004 n. 42)5 – la tutela, la valorizzazione e la salvaguardia del «Bene » comune ch’è, e sempre sarà, la Baia di Iéranto,

Porgo, e porgiamo, cordiali saluti

GASPARE ADINOLFI

Guida Naturalistica ed Ambientale

333 14 41 849 | passeggiarte@tele2.it

visita i siti: www.amicibaiaieranto.com * www.meditflora.com

 

 

1 Cfr., ad es., lo spazio dedicato alla Baia nella seguente pubblicazione: G. ADINOLFI, ’E vvie ’e miez’ – Itinerari storiconaturalistici a Massa Lubrense (Guida ai sentieri), Sorrento [marzo] 2007, pp. 91-103.

2 Nel corso dell’anno si organizzano, talvolta in tandem con sezioni e/o circoli locali di arcinote Associazioni ambientalistiche nazionali ed internazionali (p. es. Legambiente), almeno una decina di escursioni guidate…

3 Si raccolgono e si differenziano, annualmente, ca. 200 kg di rifiuti dovuti all’occasionale frequentazione antropica ed ai continui e corrotti apporti marini.

4 Cfr. G. ADINOLFI, Contributo alla conoscenza delle Orchidèe spontanee della Penisola sorrentino-amalfitna e dell’isola di Capri, in IDEM, ’E vvie ’e miez… cit., pp. 105-109 ed E. FERRANTI, La Baia del fiore sacro, Napoli [dic.] 2007.

5 Così in http://www.fondoambiente.it/lo-statuto-del-fai.asp.