Baia by night

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la baia al tramonto
ospiti notturni
la luna nella baia

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Orgasmiamoci!!

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i legionari e l\'orgasmatron...

Nuova svolta dei “legionari” nella baia di Ieranto :)

… l’orgasmatron (chi fa da se…)

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Spett.le Organico e Direttivo FAI (Fondo per l’ambiente Italiano)

Sorrento, 25 giugno 2008

OGGETTO: IERANTO (Massa Lubrense – Na). A proposito dell’intervento bollato delicato in termini di «adeguamento degli edifici della vecchia cava in centri di accoglienza e orientamento per i visitatori… ».

PREMESSO CHE

Il sottoscritto Gaspare Adinolfi legge, in girata dell’amico Salvatore Donnarumma, al quale, come ad altri sostenitori del Vs. Ente, è stata recapitata la recente ‘dichiarazione d’intenti’ (da cui ho stralciato in Oggetto), che per alcuni edifici relativi all’ormai dismessa cava operante presso la Baia di Iéranto (all’incirca: 1895 > 1954) sarebbe previsto, a cura del Ente no profit che rappresentate, « l’adeguamento degli edifici […] in centri di accoglienza e orientamento per i visitatori, con spazi per la formazione e l’aggiornamento sulla conservazione e riqualificazione dell’ambiente. » E finalmente, in calce, « Il costo dell’intervento è di 480.000 euro ».

SPECIFICATO CHE

Ivi glissando sull’unicità del bene storico (specie archeologico) e paesistico (meglio naturalistico), di quella regione lubrense – la Baia di Iéranto – che ancora rimane punta di diamante dell’intera Penisola di Sorrento, e facendomi richiesto portavoce del soprascritto S. D. (Vs. Aderente), nonché di quel numero non trascurabile di escursionisti che stagionalmente, ed a pacifico titolo di volontariato, contribuisce alla conoscenza1, alla tutela2 ed alla pulizia3, tra le altre, dell’area di Iéranto

[Ibidem]

Sulla spianata artificiale di roccia calcarea, in cui si andrebbero a fissare e sviluppare gl’intenti programmatici da Voi annunziati, insistono preziosi e variegati popolamenti di Orchidacee (tali vegetali son tutelati in Campania dalla Legge Regionale 40/’94), tra l’altro tema di studi e recenti pubblicazioni4, nonché delicate interazioni fra fauna di « macchia » e pregiati esemplari aviari (in primis, Falco pellegrino)

CHIEDE [ultra]

MettendoVi alla parte che il (per Noi) paventato intervento di « riqualificazione » dei già cit. edifici della vecchia cava “Italsider” si tradurrebbe, tra l’altro, in disturbo al delicato ecosistema locale, suggeriamo di destinare attenzioni e risorse ad altre urgenze della Baia stessa quali, e seguitiamo a consigliare:

  • la regolamentazione del traffico dei natanti che, sebbene prevista dalle disposizioni proprie dell’Area Marina Protetta “Punta Campanella”, per cui le acque di Iéranto ricadono in zona B, sovente sfugge ad un seppur simbolico controllo… è ozioso chiaramente ricordare che le vie del mare interagiscono, a vari livelli (non solo di biocenosi), con le vie di terra e, quindi, con le vie di Iéranto.
  • il ripristino dell’ormai perduta gradonata di collegamento fra il margine occidentale più basso dell’oliveto del Fondo e località Sprito (m 150 s.l.m.), giornalmente percorsa – magari in alternativa alla discesa per il punto accoglienza – da decine di entusiasti visitatori.
  • prevenzione e monitoraggio antincendio, in part. nel periodo estivo, onde scongiurare la dispersione del patrimonio arboreo, arbustivo ed erbaceo (impreziosito da alcuni endemismi) naturalmente suscettibile, come disgraziatamente si è verificato appena un anno fa, di cicliche azioni dolose.

Certo che questa nostra possa trovare il Vs. (ed altrui) consenso, e che ci teniate a Voi solidali nell’osservare

– come d’art. 2 del Vs. Statuto (< D. Lgs. 22.I.2004 n. 42)5 – la tutela, la valorizzazione e la salvaguardia del «Bene » comune ch’è, e sempre sarà, la Baia di Iéranto,

Porgo, e porgiamo, cordiali saluti

GASPARE ADINOLFI

Guida Naturalistica ed Ambientale

333 14 41 849 | passeggiarte@tele2.it

visita i siti: www.amicibaiaieranto.com * www.meditflora.com

 

 

1 Cfr., ad es., lo spazio dedicato alla Baia nella seguente pubblicazione: G. ADINOLFI, ’E vvie ’e miez’ – Itinerari storiconaturalistici a Massa Lubrense (Guida ai sentieri), Sorrento [marzo] 2007, pp. 91-103.

2 Nel corso dell’anno si organizzano, talvolta in tandem con sezioni e/o circoli locali di arcinote Associazioni ambientalistiche nazionali ed internazionali (p. es. Legambiente), almeno una decina di escursioni guidate…

3 Si raccolgono e si differenziano, annualmente, ca. 200 kg di rifiuti dovuti all’occasionale frequentazione antropica ed ai continui e corrotti apporti marini.

4 Cfr. G. ADINOLFI, Contributo alla conoscenza delle Orchidèe spontanee della Penisola sorrentino-amalfitna e dell’isola di Capri, in IDEM, ’E vvie ’e miez… cit., pp. 105-109 ed E. FERRANTI, La Baia del fiore sacro, Napoli [dic.] 2007.

5 Così in http://www.fondoambiente.it/lo-statuto-del-fai.asp.

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mali di stagione…

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Non di soli “legionari” si ammala la baia…
quando le scuole terminano, ed è ancora presto per le visite della guardia costiera, eccola diventare il campo da gioco per giovani barca-muniti…

barche nella baia

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MASSA LUBRENSE

Inquinamento acustico: frantumato il limite estivo della Baia di Iéranto

(in “Agorà” 7 agosto 2007, p. 5)

Ese lunar que tienes, / Cielito lindo, junto a la boca, / No se lo des a nadie, / Cielito lindo que a mi me toca / [...] / ¡Ay, ay, ay, ay! / Canta y no llores, / Porque cantando se alegran, / Cielito lindo, los corazones…

Messico, Cielito lindo, canción tradicional

I

‘Legionari di Cristo’* vidi scendere a Iéranto, la prima volta, dallo scosceso dei Crapari – quello delle omonime grotte – ruzzolando e cantando, di pietra in pietra, colla grazia della lucertola sorpresa, in aprico anfratto, sulle murecine della controra… Allora traversavano gli oliveti terrazzati, poi il sentiero della sciuscella, quindi la scesa dei candelabri d’agavi per seguitare giù giù sino alla Mortella; tant’è che dalla “nostra” spiaggia manco li sentivi (urlare e mixare le storiche hits italo-ispaniche): benissimo! Insomma, i cosiddetti ‘Padri Messicani’ s’agitavano lì come le pavoncelle in riserva che – ancora si vede – si spostano a stormi per atterrare, due mesi l’anno, quali pittoreschi bipedi bicromatici, lì dove Monte San Costanzo affonda il piè sassoso nelle « acque di Pesto ». Ma il Tempo, a volte, muta i desideri sicché, spossati a dovere dall’annoso e solingo solatìo di Mortella**, finalmente realizzarono conveniente ascendere dallo sgarrupo venereo per declinare, e restarci!, alla Baia dei dèmoni meridiani. Eccoli allora a Iéranto, i ludici religiosi omologati: da qualche tempo con noi, sulla piattaforma spolverata di brezza, sbarazzini vispi e gravi come le pietre passate, non senza rumore, dalla cava locale alla chiatta per Bagnoli…*** Gare di tuffi e rimbalzi circensi, grugniti tribali e liquidi caroselli, dispute salse e girandole di palle… hai voglia se girano! E il giorno passa così, con gli uni e gli altri a gonfiar volumi immaginari ma tastabili che, in pratica, pur prendono gran parte dell’estate. Che trascorre in un’altalena di schiamazzi da far arrossire l’antico genius loci, da anni ormai riparato, a luglio ed agosto, forse nell’intima spelonca di Mangalà – chi può dirlo? – se non ancora più su, stipato e costretto nella ’Rotta d’ ’o Castiello (non chiamatela delle Noglie!) a scansare, buon per Lui, l’illusorio « Buongiorno! » col quale lo sportivo ‘legionario’ puntualmente t’interrompe, di lì a breve, il sacrosanto SILENTIVM di Iéranto… ****

Note

* L’epifania dei ‘Legionari’ in Italia si fa concordemente risalire alla metà del ’900: è infatti nell’Anno Santo, il 1950, che gli epigoni di P. Marcial Maciel, fondando il Collegio Mayor in via Aurelia, si stabilirono per la prima volta a Roma. La venuta dei Padri in territorio lubrense, in particolare, avverrà solo 15 anni oltre: i religiosi villeggeranno prima all’Annunziata (ca. 8 anni), poi a Monticchio, indi a Termini – a partire dalla fine degli anni Ottanta. Sempre distinguendosi per le lunghe marce di discesa a mare o d’ascesa in pellegrinaggio (talvolta fino a Faito).

La presenza stagionale dei ‘Padri Messicani’ nell’estremo casale di Massa, crescente di anno in anno, è coerentemente testimoniata dagli edifici di loro proprietà che dalla collina di Roncato, senza soluzione di continuità, si srotolano sino alla sommità del vallone di Mitigliano ove, col solito piglio, s’aprono in quel bigio ventaglio di calcestruzzo comunemente detto ‘anfiteatro’.

** Il fitotoponimo è vezzeggiativo di mòrta, il Myrtus communis così eternato dal Mago delle Bucoliche: « …gratissima… / formosae myrtus Veneri ».

*** Lo sfregio al promontorio calcareo di Penna fu assicurato dall’estrazione di pietre avvenuta, ahinoi, dal 1895 al 1954.

**** Lungi dal far di tutta l’erba un fascio, ammettiamo pure la (rassicurante) presenza di seminaristi pacati, introspettivi e giustamente… ieratici. Con essi, e con Lucrezio, ci par di dover rammentare che « È dolce, quando i venti sconvolgono le distese del vasto mare, guardare da terra il grande travaglio di altri; non perché l’altrui tormento procuri giocondo diletto, bensì perché t’allieta vedere da quali affanni sei immune » (De rerum natura, II, 1-5).

Gaspare Adinolfi

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