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	<title>Amici della baia di Ieranto</title>
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	<description>Un blog per tutti quelli che amano la baia di Ieranto... e molto altro ancora :)</description>
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		<title>Dal Corriere online del primo maggio 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 12:54:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[dopo i colloqui con i vescovi incaricati della «visita apostolica»
Il Vaticano: «Gravi delitti da parte
del fondatore dei Legionari  di Cristo»
Padre Marcial Maciel Degollado e le accuse di pedofilia:  «Testimonianze incontrovertibili, vita priva di scrupoli»

NOTIZIE CORRELATE
Il Papa e i Legionari di Cristo. Un piano per commissariarli  (13 aprile 2010)
Legionari di Cristo, inchiesta del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>dopo i colloqui con i vescovi incaricati della «visita apostolica»</h3>
<h2>Il Vaticano: «Gravi delitti da parte<br />
del fondatore dei Legionari  di Cristo»</h2>
<h2>Padre Marcial Maciel Degollado e le accuse di pedofilia:  «Testimonianze incontrovertibili, vita priva di scrupoli»</h2>
<div>
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<h6><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_01/legionari_cristo_gian_guido_vecchi_ab62bba6-1e7d-11de-9011-00144f02aabc.shtml?fr=correlati">Legionari di Cristo, inchiesta del Vaticano dopo gli scandali  (1 aprile 2009)</a></h6>
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<p>dopo i colloqui con i vescovi incaricati della «visita  apostolica»</p>
<p>Il Vaticano: «Gravi delitti da parte<br />
del fondatore  dei Legionari di Cristo»</p>
<p>Padre Marcial Maciel Degollado e le accuse di  pedofilia: «Testimonianze incontrovertibili, vita priva di scrupoli»</p>
<table border="0" width="1" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Marcial Maciel  Degollado (Epa)" src="http://www.corriere.it/Hermes%20Foto/2010/05/01/0L1OV6WA--140x180.jpg" border="0" alt="Marcial Maciel Degollado (Epa)" width="140" height="180" align="left" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Marcial Maciel Degollado (Epa)</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>CITTÀ DEL VATICANO</strong> &#8211; Una vita priva di scrupoli. È una  durissima presa di posizione quella della Santa Sede contro il sacerdote  messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo  morto nel 2008 e accusato di numerosi abusi sessuali, anche su  minorenni. «I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti  confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano talora in  veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico  sentimento religioso» si legge nella nota diffusa dal Vaticano dopo le  riunioni con i cinque vescovi incaricati della &#8220;visita apostolica&#8221; ai  legionari di Cristo. La condotta di padre Degollado, viene detto, «ha  causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione,  tali da richiedere un cammino di profonda revisione».</p>
<p><strong>INATTACCABILE </strong>- «Di tale vita &#8211; prosegue la Santa Sede &#8211; era  all&#8217;oscuro gran parte dei Legionari, soprattutto a motivo del sistema di  relazioni costruito da padre Maciel, che abilmente aveva saputo crearsi  alibi, ottenere fiducia, confidenza e silenzio dai circostanti e  rafforzare il proprio ruolo di fondatore carismatico». Marcial Maciel  Degollado (1920-2008) aveva una doppia vita, con almeno due mogli e tre  figli. «Non di rado &#8211; si legge nel comunicato &#8211; un lamentevole  discredito e allontanamento di quanti dubitavano del suo retto  comportamento, nonché l&#8217;errata convinzione di non voler nuocere al bene  che la Legione stava compiendo, avevano creato attorno a lui un  meccanismo di difesa che lo ha reso per molto tempo inattaccabile,  rendendo di conseguenza assai difficile la conoscenza della sua vera  vita». «Lo zelo sincero della maggioranza dei Legionari, emerso anche  nelle visite alle case della Congregazione e a molte loro opere, non da  pochi assai apprezzate, ha portato molti in passato a ritenere che le  accuse, via via divenute più insistenti e lanciate qua e là, non  potessero essere che calunnie» ed è per questo che «la scoperta e la  conoscenza della verità circa il fondatore ha provocato, nei membri  della Legione, sorpresa, sconcerto e profondo dolore, distintamente  evidenziati dai Visitatori (i vescovi incaricati dell&#8217;inchiesta, <em>ndr</em>)».</p>
<p><strong>SISTEMA DI POTERE </strong>- Benedetto XVI ha assicurato pensiero e  preghiera a quanti sono stati «vittime degli abusi sessuali e del  sistema di potere» messo in atto da Degollado. Il Santo Padre &#8211; spiega  il Vaticano &#8211; «intende rassicurare tutti i legionari e i membri del  movimento Regnum Christi che non saranno lasciati soli: la Chiesa ha la  ferma volontà di accompagnarli e di aiutarli nel cammino di  purificazione che li attende. Esso comporterà anche un confronto sincero  con quanti, dentro e fuori la Legione, sono stati vittime degli abusi  sessuali e del sistema di potere messo in atto dal fondatore: ad essi &#8211;  prosegue la nota &#8211; va in questo momento il pensiero e la preghiera del  Santo Padre, insieme alla gratitudine per quanti di loro, pur in mezzo a  grandi difficoltà, hanno avuto il coraggio e la costanza di esigere la  verità».</p>
<p><strong>INDAGINE DURATA MESI </strong>- I cinque visitatori apostolici che hanno  condotto dal 15 luglio 2009 fino alla metà del marzo scorso un&#8217;accurata  indagine sulla Congregazione nei cinque continenti: al termine hanno  avuto un lungo colloquio con il segretario di Stato, il cardinale  Tarcisio Bertone, quindi si sono intrattenuti brevemente anche con  Benedetto XVI. Nei giorni scorsi <a href="http://www.corriere.it/cronache/10_aprile_13/piano-legionari-cristo-piano-calabro_c72bad2a-46e5-11df-be6f-00144f02aabe.shtml"><span style="text-decoration: underline;">è circolata la voce di un possibile commissariamento dei  Legionari di Cristo</span></a>: la decisione della Santa Sede è attesa in  tempi abbastanza brevi. Il Vaticano indaga anche sull&#8217;enorme patrimonio  finanziario dei Legionari e sulle regole interne che prevedevano una  sudditanza assoluta ai superiori e una sorta di culto del fondatore.  Questi ultimi elementi sono entrati da tempo in discussione e anche  all&#8217;interno della congregazione religiosa è in corso un aspro dibattito  su quanto avvenuto in passato e su quale dovrà essere il profilo dei  Legionari di Cristo in futuro. La congregazione controlla inoltre  istituti formativi e università in molte città del mondo. I cinque  visitatori apostolici che hanno condotto l&#8217;indagine sono monsignor  Ricardo Watty Urquidi, vescovo di Tepic (Messico); monsignor Charles  Joseph Chaput,  arcivescovo di Denver (Stati Uniti); monsignor Giuseppe  Versaldi, vescovo di Alessandria; monsignor Ricardo Ezzati Andrello,  arcivescovo di Concepcion (Cile); monsignor Ricardo Blazquez Perez,  vescovo di Bilbao (Spagna).</p>
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		<title>Architettura rurale sorrentina</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 05:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gaspare</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-263" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/21-150x150.jpg" alt="2" width="150" height="150" />Secondo una chiara tradizione storiografica il lettore che capiti a Torca «l’è inibito di andare avanti, perché finisce la strada e cominciano le coste di Positano aspre e montuose». Quale che sia questo termine in progressione, è lo stesso Gennaro Maldacea a chiarirlo, fissando ad un tempo le frontiere solari, se non topografiche, del Casale lubrense: «Monticelli», a levante, «Nubila» – oggi Nula –, a ponente. Ma il lettore presente, con buona pace del ‘Dottore con l’hobby della Storia’, non è quello di metà ’800; sicché può capitare di lasciare la terra cognita per affidarsi, Sole in faccia, alla vertiginosa costiera d’Amalfi. Allora dalla platea di san Tommaso si prende la scésa delle Gesine: al crocicchio dell’abate Antonino, alle prese col suo miracolo maiolicato, l’escursionista va a manca. È la strada del presepe vivente, che freme tutto l’anno nel suo industrioso andirivieni per presentarsi a Natale, manco a dirlo, rinata e maggiorata nell’assetto urbanistico. Accade quindi che, nel fuggire una livida serie di sbadigli – così le magioni spalancano sulla via i portali in piperno –, la rotabile di Monticello si torca come una serpe per strisciar lontano, incontro al famigerato dedalo paesano. La turba viaria s’innesta all’arteria per defluire in più parti: al Rivolo, giù Vetàvole, sopra la Salastra e, finalmente, al traverso di Chiavazzano. Siamo oltre la parrocchia di un solo chilometro, ma nessun’ombra di campanile avverte che lo sterrato, adesso, è tutto sorrentino. Sfuggita al breve castagneto, la Via sbocca in aperta campagna. È fatta a gradoni terrazzati in modo che, leggiamo il Persico secentesco, «mirandoli dalla parte di basso vi rappresentano un mezzo circolo in forma di Teatro, il che dà stupore e maraviglia à quelli, ch’attentamente le considerano». Discusso è il primato di chi abbia concepito l’artifizio di mutare, per abile riporto, gli orridi clivi in piani agrari; tant’è che ozioso sarebbe scomodare Romani e Saraceni se già Omero non ci avesse ragguagliato, in tempi non sospetti, sulla pratica di fabbricare a secco… Nelle regioni rurali gli antichi impilavano le pietre senza malta alcuna, affidando l’opera compiuta alla terra che poi sarebbe venuta, colle prime piogge, a colmare gl’interstizi per naturale meccanica di drenaggio… Va detto tuttavia che d’acqua, da queste parti, non ne cade mai abbastanza, ed i rivoli son tutti vernotici; sicché bisogna concentrarsi, osservando il costruito, per realizzare quale miracolo abbia sciolta la maledizione meridiana a favore dell’insediamento antropico. L’evidenza vuole che l’esposizione del convesso alle precipitazioni meteoriche permetta a queste ultime di defluire per gravità. Quindi l’edilizia rustica prevede anzitutto un voltato impostato su coronamento di piedritto, depresso appena da far scorrere il piovuto in un preciso vuoto di confluenza, che dà alla cisterna. Calcolata la piscina, così chiamasi tale conserva, si disegna la casa in funzione dei coltivi corrispondenti; ovvero degli oliveti, qui governati ab immemorabili. Così l’edificio comincia a prender forma, in pietra locale, a radicarsi nel suolo come «pianta che sbocci dalla zolla» (G. Clavel, 1922). In progresso di costruzione, si disegnano i volumi della cucina e quelli destinati alla prima trasformazione dei prodotti agricoli: frantoio e trappeto (’o muntano), se il fondo è olivato, cellaio e palmento (’o vuttajo) se a questo si aggiunge, come spesso capita, la viticoltura. Lo spazio dei ruminanti, sempre proporzionati al nucleo familiare, è discosto di quanto la sommaria igiene del tempo concedeva alla primaria salvaguardia del bene a quattro zampe… Altra cura è profusa, se previsto, per il secondo ed ultimo livello – sovente giustapposto al terraneo. Nessun comodo di rilievo sembra dedicato al colono: ascende alla sua stanza con rampa esterna e, passata la soglia opalina, talvolta ombreggiata di pampini, vi trova una finestra piccola quanto basta, ma ribadita sulla faccia a vista da un civettuolo ventaglio di tufî. Il calpestìo è pomice battuta su cui respira, quasi ad altezza di cristiano, un cielo a vela, a botte o a padiglione. Per assicurazione apotropaica di contro al malocchio o, peggio ancora, agli eventuali spiriti e accidenti domestici, vi trova spazio una semplice croce in bassorilievo; riprende e amplifica quella che nei manufatti monocellulari è segnata per inciso, o imbiancata a calce, sull’architrave d’accesso. Calce è anche la parola d’ordine per rintracciare l’anima di questi luoghi attrezzati: ottenuta per cottura di pietra calcarea in apposite fornaci (carcàre), trova largo impiego tanto in agricoltura, quale disinfettante dei campi, che in edilizia, ove è pure legante per malte ed intonaci. Con analogo spegnimento della calce viva si ottiene il latte di calce: è l’ingrediente primario in cui andranno ad essere inzuppati, a colpi di mazzoccola, i lapilli vesuviani delle vôlte in formazione. Il lungo tambureggiamento dell’amalgama, versato sul pietrame sagomato, finalmente dà la lamia, inconfondibile copertura estradossata. Travaglio, insomma, speciale e gravoso, perciò alleviato, magari, da un coro improvvisato su antichi motivi popolari… A compimento, per dirla <img class="alignright size-thumbnail wp-image-261" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/3-150x150.jpg" alt="3" width="150" height="150" />con Edwin Cerio, si ottiene un «organismo con ossature murali a coperture spingenti». È formula algida e scolastica quella suggerita dal promotore del primo ‘Convegno del Paesaggio’ (1922), eppure propedeutica allo studio del pittoresco campionario tettonico. Senza voler ora approfondire a quale secolo debba assegnarsi una vôlta a crociera piuttosto che una a gàveta, diciamo solo che tale scelta di estradossi, che asseconda i magisteri delle epoche, ma sempre funzionale resta all’approvvigionamento idrico, è chiaro indice di semplicità edilizia, virtù che ancora si pretende a qualsiasi tipo di architettura condonabile che vada per sbaglio ad inserirsi in un paesaggio di ardente bellezza.</p>
<p>(in &#8220;Agorà&#8221; an. II, n. 428, 26 sett. &#8216;09, p. 7)</p>
<p style="text-align: right">Gaspare Adinolfi</p>
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		<title>super snorkeling :)</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 08:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fulesp</dc:creator>
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		<description><![CDATA[mitica giornata di snorkeling domenica mattina presto con Nino Ulyxes e il super &#8220;atomo&#8221; Antonino, occhio di lince, che ci scova scorfani super mimetici, murene timide, stelle nascoste.
Il commento di Nino &#8220;sembra di nuotare in un acquario&#8221; vale per tutto  
La baia anche questa volta non ci ha deluso, beh, insomma, quasi&#8230; lo spettacolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>mitica giornata di snorkeling domenica mattina presto con Nino Ulyxes e il super &#8220;atomo&#8221; Antonino, occhio di lince, che ci scova scorfani super mimetici, murene timide, stelle nascoste.</p>
<p>Il commento di Nino &#8220;sembra di nuotare in un acquario&#8221; vale per tutto <img src='http://www.amicibaiaieranto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La baia anche questa volta non ci ha deluso, beh, insomma, quasi&#8230; lo spettacolo sulla &#8220;piattaforma&#8221; in effetti non è stato del tutto edificante&#8230;</p>
<p>Alla prossima <img src='http://www.amicibaiaieranto.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div id="attachment_254" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/pannistesi.jpg" rel="lightbox[253]"><img class="size-medium wp-image-254" title="panni stesi" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/pannistesi-300x200.jpg" alt="i panni dei legionari stesi sulla piattaforma" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">i panni dei legionari stesi sulla piattaforma</p></div>
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		<title>immobili FAI per rimessaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 09:11:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[chiunque in questi giorni si è trovato a fare un bagno nella baia di Ieranto ha potuto constatare come alcuni immobili FAI siano stati adibiti a rimessaggio per le attrezzature dei &#8220;legionari&#8220;.
Vien da chiedersi&#8230; cui prodest? chi ci guadagna?
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			<content:encoded><![CDATA[<p>chiunque in questi giorni si è trovato a fare un bagno nella baia di Ieranto ha potuto constatare come alcuni immobili FAI siano stati adibiti a rimessaggio per le attrezzature dei &#8220;<a href="http://wildgreta.wordpress.com/2009/02/04/legionari-di-cristo-padre-maciel-ebbe-una-figlia-dallamante/" target="_blank">legionari</a>&#8220;.</p>
<p>Vien da chiedersi&#8230; <em>cui prodest</em>? chi ci guadagna?</p>
<p>e come mai ai &#8220;comuni mortali&#8221; ciò non è permesso neppure a pagamento?</p>
<p>l&#8217;ennesimo mistero che avvolge la baia&#8230;</p>
<div id="attachment_248" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/dsc00242.jpg" rel="lightbox[247]"><img class="size-medium wp-image-248" title="dsc00242" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/dsc00242-300x200.jpg" alt="immobili FAI come rimesse per attrezzatura legionari" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">immobili FAI come rimesse per attrezzatura legionari</p></div>
<div id="attachment_249" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/dsc00243.jpg" rel="lightbox[247]"><img class="size-medium wp-image-249" title="dsc00243" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/dsc00243-300x200.jpg" alt="Immobili FAI a disposizione dei legionari" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Immobili FAI a disposizione dei legionari</p></div>
<div class="ngg-related-gallery"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/2057171454_f9af665a33_b.jpg" title="© fulesp" class="shutterset_Related images for immobili FAI per rimessaggio"  rel="lightbox[247]"><img title="2057171454_f9af665a33_b.jpg" alt="2057171454_f9af665a33_b.jpg" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs_2057171454_f9af665a33_b.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/164069441_ae1bafc6c5_b.jpg" title="© fulesp" class="shutterset_Related images for immobili FAI per rimessaggio"  rel="lightbox[247]"><img title="164069441_ae1bafc6c5_b.jpg" alt="164069441_ae1bafc6c5_b.jpg" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs_164069441_ae1bafc6c5_b.jpg" /></a>
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<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/_MG_4689.JPG" title="© fulesp" class="shutterset_Related images for immobili FAI per rimessaggio"  rel="lightbox[247]"><img title="_MG_4689.JPG" alt="_MG_4689.JPG" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs__MG_4689.JPG" /></a>
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		<title>&#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ulyxes</dc:creator>
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		<category><![CDATA["festa delle cicale"]]></category>
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rave cicalesco nella baia di ieranto.

                 

      

Lunedì 29 giugno 2009,  nella baia di ieranto, dalle ore 15:00 fino a notte inoltrata ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong><strong>
<dt><strong><img class="size-medium wp-image-222" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/festa-cicala-300x201.jpg" alt="Festa della Cicala 2009 - I^edizione" width="300" height="201" /></strong></dt>
<p> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong></p>
<p></span></span></h2>
<h2>rave cicalesco nella baia di ieranto.<span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong><strong>
<dt></dt>
<p> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong></p>
<p></span></span></h2>
<h2 class="MsoNormal"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong></p>
<p></span></span></h2>
<h1 class="MsoNormal"><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';">Lunedì 29 giugno 2009,  nella baia di ieranto, dalle ore 15:00 fino a notte inoltrata ci saranno i  festeggiamenti della “FESTA DELLE CICALE 2009”. Chiunque di voi è invitato  e potrà “carriare” tutto ciò che occorre per rendere questa festa mangereccia e  ballereccia. Organizzatevi quindi fra di  voi e portate cose buone dalle vostre case, ma soprattutto musica musica musica,  renderemo quella notte MAGICA.</span></span></span></h1>
<h1 class="MsoNormal"><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong><strong> </strong></strong></span></span></span></h1>
<h1 class="MsoNormal"><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';">N.B.: Poichè sarebbe interessante arrostire qualcosa portate griglie e &#8220;graunelle&#8221;, e poi grammofoni, mangiadischi, mangianastri, ipod, telefonini, tutto ciò che occorre a dare delle note magiche a questa notte delle cicale, e poi tanto rispetto per la natura.</span></span></span></h1>
<h1 class="MsoNormal"><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong><strong>
<dt> </dt>
<p> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong><strong><strong> </strong></strong></p>
<p></span></span></span></h1>
<h1 class="MsoNormal"><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong>un grazie a tutte le cicale e agli altri insetti della baia che hanno collaborato e fatto sì che questo evento fosse realizzato: cri cri cri.</strong></span></span></span></h1>
<p><span style="font-family: Trebuchet MS; font-size: x-small;"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Trebuchet MS';"><strong></strong></span></span></p>
<div class="mceTemp">
<dl></dl>
</div>
<p><strong></strong></p>
<div class="ngg-related-gallery"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/affacciato-sulla-baia.jpg" title="© Ulyxes" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="          " alt="          " src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs_affacciato-sulla-baia.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_02.jpg" title="" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="gennaio" alt="gennaio" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_02.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_06.jpg" title="" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="marzo" alt="marzo" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_06.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/baia-di-ieranto.jpg" title="© Ulyxes" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="          " alt="          " src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs_baia-di-ieranto.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_16.jpg" title="" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="agosto" alt="agosto" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_16.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_22.jpg" title="" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="novembre" alt="novembre" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_22.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_24.jpg" title="" class="shutterset_Related images for &#8220;Festa della Cicala 2009&#8243; &#8211; I^ edizione"  rel="lightbox[219]"><img title="dicembre" alt="dicembre" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_24.jpg" /></a>
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		<title>Sulle orme di Giustino Fortunato alpinista</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 17:23:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gaspare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Settanta chilometri di cammino ed oltre 3000 metri di sola ascensione per legare, in tre sudatissimi giorni, tutte le cime dei monti Lattari. E non sono numeri qualsiasi, ma quelli che occorsero a Giustino Fortunato per compiere una piccola grande impresa: la traversata dei Monti Lattari da Cava dei Tirreni a Punta Campanella. «È una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><img class="alignright size-medium wp-image-210" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/dalla-croce-di-vico-alvano1-300x225.jpg" alt="dalla-croce-di-vico-alvano1" width="300" height="225" />Settanta chilometri di cammino ed oltre 3000 metri di sola ascensione per legare, in tre sudatissimi giorni, tutte le cime dei monti Lattari. E non sono numeri qualsiasi, ma quelli che occorsero a Giustino Fortunato per compiere una piccola grande impresa: la traversata dei Monti Lattari da Cava dei Tirreni a Punta Campanella. «È una regione distinta della Campania Felice – tale la vedeva dalla riviera partenopea –: una penisola montuosa, ricca di antiche memorie, di varia industria, di paesaggi incantevoli». Allora si lasciava sedurre, non ancora trentenne, il politico lucano; futuro Senatore e già attivo, <em>pedestre</em> Meridionalista.<span style="mso-spacerun: yes;">  </span><span style="mso-spacerun: yes;"> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">A parte le buone intenzioni, serviva l’anno 1877 ed «il più bel mattino d’autunno» per levare il Fortunato dal buen retiro di <em>Castagneto</em> e menarlo a <em>Pasciano</em>, frazione di Cava: guidato da un anziano taglialegna salendo s’innestava a quello che, se non il più verde, è certo il ramo migliore degli Appennini; e sopra proseguì per il <em>Cerreto</em> ed il <em>Cervigliano</em>, il Faito ed il <em>Monte Comune</em>, e così sia fino al promontorio di Minerva, in faccia all’universo capritano. Lì si fermò, ebbro di meraviglie, intuendo che le divinità vanno sì interrogate, ma non ascoltate.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">In realtà lo spirito commemorativo non è che un pretesto, il primo, al “Cammino di G. F.” (II ediz.): oltre, sarà la solita verve escursionistica a distillare le magie della Natura negli alambicchi dei cuori itineranti o, quantomeno, nei circuiti della macchina fotografica… il fermentato novello, etichettato PasseggiArte<sup>©</sup>, sarà libato giovedì 21 maggio ore 18.30 dai multimediali della Libreria-caffè “Jonathan Livingston” (S. Agnello, <em>Corso Crawford </em>21).<span style="mso-spacerun: yes;">  </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><span style="mso-spacerun: yes;">[in <em>Agorà</em> 12.5.2009, p. 7]</span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: right;" align="right"><span style="font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">G. A.</span></p>
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		<title>Sorrento. A sproposito dell&#8217;agricoltura in Penisola…</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 12:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gaspare</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi vien fatto di contare l’auditorium all’incontro-dibattito “Ambiente e Turismo – Salviamo gli agrumeti sorrentini”. Otto file da cinque posti, a destra, altrettante da sei, a sinistra, e qualche altro allerta. In somma, un centinaio di intervenuti voluti da Crawfordiani e Lionisti a dispetto della pioggia marzolina e del traffico girato sui cardini del Centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">Mi vien fatto di contare l’auditorium all’incontro-dibattito “Ambiente e Turismo – Salviamo gli agrumeti sorrentini”. Otto file da cinque posti, a destra, altrettante da sei, a sinistra, e qualche altro allerta. In somma, un centinaio di intervenuti voluti da <em>Crawfordiani</em> e <em>Lionisti</em> a dispetto della pioggia marzolina e del traffico girato sui cardini del Centro cittadino. Mi sembra quindi una buona costola di coloro che, molto probabilme<span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-185" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/pagliarellari-150x150.jpg" alt="pagliarellari" width="150" height="150" /></span>nte, hanno a cuore le sorti dell’agricoltura sorrentina. Ma mancano i giovani, e me ne dispiaccio. Tant’è che, fatto salvo il solito pugno, discreto e invisibile come ai passati simili consessi, il più ha un’età media di circa cinquant’anni. Tanto da ricordare efficienti aranceti e limonaie della Penisola. Poi il congedo dal cd. «Secolo d’oro» dell’agrumicoltura locale che, per utile convenzione, si fa albeggiare a metà ’800. Oltre, si andavano sfrondando giardini di sempreverdi per concimare le fiumane stagionali dell’industria turistica. Alla quale nuove generazioni si son sempre votate, immolandosi… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">Ecco, l’olocausto di queste e, insieme, del patrimonio agrumicolo introducono l’apoteosi della modernità. Giacché tutti sanno che l’agruminato è poca cosa se confrontato al virgulto di calcestruzzo ’nzertato al tufo della <em>Piana</em>, si mandano forestieri, ed altri ancora si vorrebbero mandare, a visitare i <em>partionari</em> come fossero indiani in riserva. Magari gravandoli di primizie e derivati quando già, giù al paese, note civettuole dei varî de Curtis, Califano e d’Esposito li avevano sviati. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">Esageriamo? – I giardini agonizzano, diagnosticano i cerùsici; si possono miracolare solo con le <em>suites</em> per automobili. Cavandole dal grembo di Cibele. Ovvero il Paesaggio, mai così definito dall’uomo, è sotto l’ennesima metamorfosi – bestemmiano i passatisti. Quelli <span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-180" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/agrumeto-abbandonato-150x150.jpg" alt="agrumeto-abbandonato" width="150" height="150" /></span>autentici, ciononostante, restituiscono al mittente le reminiscenze edulcorate quali, ad esempio, zagare olezzanti, auree <em>pagliarelle</em> aeree e versi del Tasso – che ancora si spacciano per autentici! [cfr. <em>Ger. Lib.</em> XVI, 10 e Omero, <em>Od.</em> VII, 117-121] – a favore dell’idea pragmatica colla quale impianti a gelso – <em>primum mobile</em> della manifattura serica – si convertivano per profitto, dopo almeno cinque secoli di onorato servizio, all’agrumicoltura ippodamea e non più decorativa. Chi, allora, levò i suoi scudi a favore delle nostrane fettucce e <em>zagarelle</em>? </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">E poi ci sarebbero le impareggiabili noci di Sorrento, tanto esclusive che preferiscono farsi bacchiare solo nelle parti alte di <em>Carotto</em> e Vico Equense… </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">(in &#8220;Agorà&#8221; 17.III.2009, p. 7)</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: normal; text-align: right;"><span style="font-size: 12pt; font-family: &quot;Garamond&quot;,&quot;serif&quot;; mso-bidi-font-size: 11.0pt;">Gaspare Adinolfi</span></p>
<div class="ngg-related-gallery"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_24.jpg" title="" class="shutterset_Related images for Sorrento. A sproposito dell&#8217;agricoltura in Penisola…"  rel="lightbox[171]"><img title="dicembre" alt="dicembre" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_24.jpg" /></a>
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<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_10.jpg" title="" class="shutterset_Related images for Sorrento. A sproposito dell&#8217;agricoltura in Penisola…"  rel="lightbox[171]"><img title="maggio" alt="maggio" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_10.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_20.jpg" title="" class="shutterset_Related images for Sorrento. A sproposito dell&#8217;agricoltura in Penisola…"  rel="lightbox[171]"><img title="ottobre" alt="ottobre" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_20.jpg" /></a>
<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/varie/244865315_1b4a139438_b.jpg" title="© fulesp" class="shutterset_Related images for Sorrento. A sproposito dell&#8217;agricoltura in Penisola…"  rel="lightbox[171]"><img title="244865315_1b4a139438_b.jpg" alt="244865315_1b4a139438_b.jpg" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/varie/thumbs/thumbs_244865315_1b4a139438_b.jpg" /></a>
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		<title>Baia di Ieranto</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:37:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ulyxes</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La prima volta che sono sceso quaggiù ero piccolo, mi ci portavano i miei, ma nonostante l’acerba età è vivido ancora il ricordo di quei profumi che ancora oggi marcano il sentiero, è come se ci fosse un registratore di odori che ad ogni mio passaggio manda segnali di ricordi: mirto, rosmarino, ginestre, il tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Tahoma;">La prima volta che sono sceso quaggiù ero piccolo, mi ci portavano i miei, ma nonostante l’acerba età è vivido ancora il ricordo di quei profumi che ancora oggi marcano il sentiero, è come se ci fosse un registratore di odori che ad ogni mio passaggio manda segnali di ricordi: mirto, rosmarino, ginestre, il tutto cosparso dalla terra salmastra alzata al nostro passaggio.</span></span></p>
<p><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Tahoma;"> Il mare di uno smeraldo trasparente era una grande balia che ti abbracciava con quelle bianche onde spumose, ci donava conchiglie colorate e strani sassi levigati a dovere da quello scroscio interminabile che è la marea. Di ritorno dal mare, solo col costume (anche perché altrimenti inzuppavamo la maglietta di sudore nella salita dei gradini della vecchia cava), e ai piedi quei sandaletti rigorosamente blu con gli ”occhietti”, li ricordate!</span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="color: #800000;"><span style="font-family: Tahoma;">Mia madre raccoglieva fascetti di calcatreppola azzurri e arbusti secchi per creare composizioni decorative in casa, mentre mio padre cercava di farmi assaggiare le “sciuscelle” (carrube): “dai che sono dolci, ti aiutano ad affrontare la salita e non fanno ingrassare!”. </span></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-family: Tahoma;"><span style="color: #800000;">Poi, il ritorno a casa, con la faccia tirata dal sole e dal sale, in autobus, quello con quei sediolini che sapevano di plastica e gasolio, che disgusto, ancora c’è l’ho sotto il naso, distrutti, ma con un’altra giornata indimenticabile da raccontare: quella vissuta nella baia di ieranto.</span></span></p>
<div class="ngg-related-gallery"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/Set11ToneMapped3imagesFrom__MG_8309.JPG" title="© fulesp" class="shutterset_Related images for Baia di Ieranto"  rel="lightbox[117]"><img title="Set11ToneMapped3imagesFrom__MG_8309.JPG" alt="Set11ToneMapped3imagesFrom__MG_8309.JPG" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs_Set11ToneMapped3imagesFrom__MG_8309.JPG" /></a>
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		<title>Escursione Ulyxes &#8211; Furore e il suo fiordo</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Feb 2009 13:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ulyxes</dc:creator>
				<category><![CDATA[escursioni]]></category>
		<category><![CDATA[costiera amalfitana]]></category>
		<category><![CDATA[escursione]]></category>
		<category><![CDATA[Furore]]></category>
		<category><![CDATA[penisola sorrentina]]></category>
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		<category><![CDATA[trekking]]></category>
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		<description><![CDATA[Escursione Ulyxes &#8211; Furore e il suo fiordo
E&#8217; una profonda diaclasi della costa fra Conca dei Marini e Praiano. &#8220;Vedrai da un lato discoscese rupi sopra l&#8217;onde pendenti&#8221;, potremmo dire con Omero (Odissea, XII) per definire questo splendido orrido.
Vi si accede, fra sensazioni uniche, in barca dal mare, passando sotto un pittoresco quanto elegante ponte, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Escursione <a title="Ulyxes" href="http://www.ulyxes.it/" target="_blank">Ulyxes</a> &#8211; Furore e il suo fiordo</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; una profonda diaclasi della costa fra Conca dei Marini e Praiano. &#8220;Vedrai da un lato discoscese rupi sopra l&#8217;onde pendenti&#8221;, potremmo dire con Omero (Odissea, X<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-54" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/le-cicale-alla-contrada1-150x150.jpg" alt="le-cicale-alla-contrada1" width="150" height="150" />II) per definire questo splendido orrido.<br />
Vi si accede, fra sensazioni uniche, in barca dal mare, passando sotto un pittoresco quanto elegante ponte, sul quale corre la strada statale, oppure a piedi, attraverso una suggestiva scalinatella.<br />
Stupendo è il villaggio dei pescatori, recentemente restaurato, incastonato nel fianco della montagna.<br />
Meraviglioso il vallone interno, pressocchè intatto nella sua verdeggiante e preziosa vegetazione, che nasconde antiche cartiere, mulini, canali e grotte preistoriche, tra cui visitabile, quella delle &#8220;monache&#8221;, insediamento cenobitico ubicato sotto il costone di punta tavola.<br />
Qui nidificano gli ultimi esemplari di falco pellegrino: un rapace che si trova fra l&#8217;asprezza di questa gola il suo habitat ideale.<img class="size-thumbnail wp-image-55 alignright" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/uploads/selia-contrada-della-cicala-150x150.jpg" alt="selia-contrada-della-cicala" width="207" height="207" /><br />
E qui sopravvive, imprevedibile e preziosa, la felce termofila Woodwardia Radicans, splendido esemplare di flora relitta dell&#8217;era terziaria, grazie alle particolari condizioni climatiche che l&#8217;angusto e profondo vallone determina.<br />
Un&#8217;escursione lungo i sentieri che stentano a segnare un percorso fra lecci e frassini è un esperienza irripetibile. Ma l&#8217;entroterra del Fiordo offre ancora qualche sorpresa. Prima fra tutte le &#8220;fabbriche&#8221; da vera e propria archeologia industriale. Opifici destinati alla produzione della carta e alla molitura del grano. Esempi di utilizzo dell&#8217;energia delle acque, insospettabili sul finire del settecento.<br />
E&#8217; appena il caso di aggiungere che l&#8217;impressione più immediata è quella di una realtà ferma, pietrificata, come avulsa dal tempo, dove l&#8217;unico segno di vita è dato dal folle volteggiare di pipistrelli e dalla voce inquietante di qualche solitaria civetta.</p>
<div class="ngg-related-gallery"><a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_06.jpg" title="" class="shutterset_Related images for Escursione Ulyxes &#8211; Furore e il suo fiordo"  rel="lightbox[15]"><img title="marzo" alt="marzo" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_06.jpg" /></a>
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<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/capri-dalla-finestra.jpg" title="© Ulyxes" class="shutterset_Related images for Escursione Ulyxes &#8211; Furore e il suo fiordo"  rel="lightbox[15]"><img title="          " alt="          " src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/ieranto/thumbs/thumbs_capri-dalla-finestra.jpg" /></a>
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<a href="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/cale_Page_24.jpg" title="" class="shutterset_Related images for Escursione Ulyxes &#8211; Furore e il suo fiordo"  rel="lightbox[15]"><img title="dicembre" alt="dicembre" src="http://www.amicibaiaieranto.com/wp-content/gallery/calendario-2009/thumbs/thumbs_cale_Page_24.jpg" /></a>
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		<title>In memoria di Gemmulella (1910-2009), operaia ‘sindacalista’ di Ieranto</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Jan 2009 10:27:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gaspare</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Baia Ieranto]]></category>
		<category><![CDATA[Gemma]]></category>
		<category><![CDATA[Gemma Baldisseri]]></category>

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Quando iniziò il lavoro alla cava Gemma Baldisseri era ancora Gemmulella. E nulla sapeva di quelle pietre bianche e accecanti di Iéranto che i grandi mandavano a bruciare, «vive», negli altiforni di Bagnoli. Avrebbe ripetuto quei gesti per tutta la vita perché allora, come oggi, portare &#8216;a jornata a casa ammetteva qualsiasi travaglio, [...]]]></description>
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<p>Quando iniziò il lavoro alla cava Gemma Baldisseri era ancora <em>Gemmulella</em>. E nulla sapeva di quelle pietre bianche e accecanti di <em>Iéranto</em> che i grandi mandavano a bruciare, «vive», negli altiforni di Bagnoli. Avrebbe ripetuto quei gesti per tutta la vita perché allora, come oggi, portare <em>&#8216;a jornata</em> a casa ammetteva qualsiasi travaglio, pure quello virile, prepotente e sacrilego che tanto cambiava, fino alla metà del Novecento, la Baia che sta, a dispetto delle Sirene, in braccio a Minerva. E allora <em>Gemmulella</em> ci scendeva da quando teneva 15 anni meno 4 mesi, ormai all&#8217;età giusta &#8211; come le aveva assicurato il «signor Conte» di un&#8217;altra cava, a <em>Marciano</em> &#8211; per impastare la calce. A fare la <em>cavecenara</em> la piccola Gemma resterà, sotto ai mastri, ai sardagnuoli e al Capitano, fino a diventare Gemma, ormai ventunenne e <em>scuffulata</em>. Storpiata, cioè, dai turni perpetui di lavoro che, se non altro, le andavano assicurando «8 lire di giorno e 8 lire di notte». Un vero affare per il capomastro! Ma i tempi di <em>Iéranto</em> intanto, come tutti gli altri tempi sireniani, cambiavano; e le 18 femmine sì faticatrici ma pure sovversive di quella cava, Gemma in punta, prendevano congedo coatto. Allora per evitare lo scorno e gli sfottò degli ex colleghi, piuttosto che a casa se ne andarono a sperdere il magone alle grotte sopra <em>Sprito</em>, in faccia a quella vaghissima consolatrice ch&#8217;è Capri. E l&#8217;Isola Azzurra, da par suo, tutto riflesse e sperse negli argentei dintorni di <em>Nerano</em>: perfino il rancore, senz&#8217;altro livido per quella notte di sonno pesante e irrinunciabile quanto il posto alla cava&#8230;</p>
<p>E a noi, che avremmo pensato alla pioggia dei giorni passati per spiegare la caduta massi sul sentiero di <em>Iéranto</em>, non resta invece che realizzare, all&#8217;epifania dell&#8217;anno, l&#8217;ultima deflagrazione &#8211; veramente liberatoria &#8211; di un perduto <em>genius loci</em> lubrense.</p>
<p>Sorrento, 6 gen. 09</p>
<p align="right">G. Adinolfi</p>
<p style="text-align: center;" align="right"><img class="aligncenter" src="http://www.amicibaiaieranto.com/uploads/foto/gemmulella.jpg" alt="" /></p>
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